Negli ultimi anni, il ruolo dei social media è profondamente mutato, allontanandosi progressivamente dalla loro originaria funzione di strumenti di connessione sociale.
Un cambiamento significativo è avvenuto nell'agosto 2016, quando Mark Zuckerberg dichiara durante una call con gli investitori che Meta si sarebbe trasformata in una piattaforma video first. Due anni dopo, nel 2018 TikTok approda in Italia e nel 2020, complice il lockdown, esplode letteralmente. Anche Linkedin, oggi, si adegua ed introduce i video verticali, mentre YouTube continua ad essere una delle piattaforme più amate dagli italiani, con un tempo di fruizione media/user di circa 17 ore al mese. Questi dati indicano che le persone, ormai, non frequentano più i social per connettersi con gli amici delle superiori, bensì, per intrattenersi guardando contenuti che possano ispirare o con altri più "leggeri" come meme, parodie e format umoristici.
Sebbene Facebook continui a presentare ufficialmente come propria Value Proposition l'obiettivo di connettere le persone, nella realtà di oggi l'esperienza utente è orientata radicalmente alla fruizione di video (verticali); utilizziamo sempre meno le piattaforme per interagire con altri e sempre più per informarci, trovare ispirazione, intrattenerci e persino per cercare brand e prodotti, trasformandole di fatto in veri e propri motori di ricerca. Il formato video è ormai così centrale nell'esperienza utente da aver reso i contenuti sempre più omogenei. Non è infatti insolito imbattersi nello stesso video, riproposto in versione speculare su tre o quattro piattaforme diverse.
Basti pensare che in Italia, il 90% della popolazione è connessa a Internet, con una media giornaliera di circa 6 ore trascorse online. Di queste, in media 1 ora e 48 minuti sono dedicate ai social, a dimostrazione di quanto queste siano ormai integrate all'interno delle nostre routine quotidiane. Inoltre, una persona su quattro dichiara di scoprire nuovi brand, prodotti e servizi attraverso gli annunci pubblicitari (Ads), confermando l’efficacia delle strategie di digital marketing e la conclamazione esclusiva delle piattaforme a nuovi media, digitali.
Nel dettaglio: TikTok emerge come la più popolare, con una permanenza media di quasi 30 ore al mese per utente, seguita da YouTube con 17 ore e da Instagram con 15 ore e 9 minuti. Questo fenomeno ha portato le aziende a riconoscere l’intrattenimento come una leva strategica per stabilire un dialogo più autentico con il pubblico, rafforzando il legame tra brand e consumatori attraverso un approccio comunicativo più coinvolgente.
In sintesi, il comportamento degli utenti è profondamente cambiato: se un tempo i social erano strumenti per ritrovare vecchi contatti e interagire con amici e colleghi, oggi sono diventati veri e propri media company, dominati da contenuti e brand. La loro evoluzione segna una trasformazione irreversibile nel panorama digitale, ridefinendo il concetto stesso di social network. Gli utenti non cercano più i compagni di classe delle superiori ma ricercano contenuti leggeri ed interessanti per impegnare il tempo.
Alla luce di questi dati, oggi, ha ancora senso definirli "Social"?
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